UMCA Montecarlo-San Marino Record

L’idea di tentare questo World Record è nata lo scorso anno in piena stagione 2014. Dopo la vittoria alla RAI (Race Across Italy), pensavo che la preparazione atletica che avevo seguito per quella competizione mi avrebbe permesso di provare a battere il record di Valerio Zamboni del 2014 nel Montecarlo/San Marino. Ma insieme al mio preparatore alla fine decidemmo di fare un’altra gara di ultracycling il “Tortour di Maiorca”. Così facemmo, e in Ottobre portai a casa un’altra grande vittoria, rimandando così l’idea del Record..

La volontà di impegnarmi nella Montecarlo-San Marino era ancora viva, quindi feci richiesta ai guidici UMCA e ottenni la possibilità di cimentarmi nell'impresa sotto la loro supervisione. Avrei voluto farlo in Giugno ma i giudici erano disponibili solo il mese successivo. La data di partenza fu fissata al 18 Luglio. Una volta organizzato tutto, ci ritrovammo, io ed il mio team a Torino il 17 Luglio. Alle ore 16:30 circa partimmo per Nizza dove alloggiammo per la notte del venerdì. Poi finalmente il giorno della partenza...

Avevo deciso iniziare all'impresa alle 18, al fine di evitare il traffico intenso della via Aurelia. Quindi partimmo da Nizza alle 16 e ci recammo a Montecarlo. I due giudici mi attendevano, uno dei due mi seguì in bici sino alla città vecchia, in quanto il furgone non aveva il permesso di circolare in quella zona. Alle ore 18 precise eravamo alla Place du Palais, punto di partenza ufficiale (il punto di partenza dei record deve essere sempre il medesimo). Cominciò da lì il mio tentativo di record, partii con la bici da cronometro e dopo solo un chilometro scarso uscii dalla città vecchia. Il giudice che mi aveva seguito in bici, in quanto solo le auto autorizzate possono circolare nella città vecchia, scese dalla bici e salì in fretta e furia sul nostro furgone, riunendosi al suo collega. Fortunatamente il traffico non fu d'intralcio eccessivo e per tutta la prima parte francese del percorso riuscii a non essere troppo rallentato. Arrivati al confine italiano con una buona media oraria (31 km/h circa), raggiunsi poi Ventimiglia.

Per tutta la prima parte della Via Aurelia, eccezion fatta per qualche semaforo rosso, riuscii a sostenere un'ottima andatura. Giunto ad Arma di Taggia percorsi la ciclabile, seguito in bici da uno dei due giudici, perchè come a Montecarlo, anche qui il furgone non poteva circolare. Dopo 25 km di ciclabile, con leggero vento a favore ero a capo Mimosa. Da Ceriale la strada torna ad essere molto agevole e continuai senza alcun problema fino a Diano Marina, dove mi fermai per la prima piccola sosta, approfittandone per indossare il gilet catarifrangente ed accendere le luci, entrai in modalità notturna e le tenebre discesero placide sulla riviera. Non incontrai nessun problema fino ad Albissola, ero molto soddisfatto di ciò, perchè proprio ad Albissola avevo mentalmente posto la fine della prima parte della mia impresa. Girai a destra verso il Monte Sassello, cambiai la bici prendendo quella da salita e iniziai la prima vera asperità. Si tratta di una salita molto pedalabile sin da subito, quindi scollinai in modo agevole. Però poco dopo i ragazzi del team mi chiamarono per radio, avvisandomi di un grave problema al furgone. L’impianto 12 V non aveva retto la sovralimentazione del frigo così da generare un corto circuito, che aveva causata l'incendio di alcuni cavi. Il panico più totale ci sorprese tutti, ma con molta freddezza Kevin, uno dei due ragazzi del team riuscì in una quindicina di minuti a spegnere il fuoco. Precedentemente avevamo chiamato i Vigili del fuoco, li attendemmo per spiegar loro l'accaduto, questi ci rassicurarono sulla sicurezza ristabilita del furgone, permettendoci di ripartire con gli animi ristorati. L'incidente aveva però causato un ritardo di circa un ora. Nel giro di mezz'ora la paura svanì del tutto e con entusiasmo pari a quello iniziale ci spingemmo sino ad Aqui Terme, qui inizia un lungo tratto di strada in pianura, che passa da Alessandria, Voghera fino a Piacenza. Percorsi il suddetto tratto con la bici da cronometro, nella speranza di recuperare il tempo perduto nell'incendio.

La notte e la strada in pianura mi aiutarono nel mio intento. Alle prime luci del giorno finì, per me, quella che mentalmente ritenevo la seconda parte del mio record e arrivati a Piacenza facemmo la seconda sosta programmata, al fine di far riposare un po' i ragazzi del team e i giudici, e fargli fare una buona colazione e dar modo a me di cambiarmi d'abito e rimettermi in modalità diurna. Iniziai la terza parte del percorso: tutta la Via Emilia, da Piacenza a Parma. Un leggero vento contro mi infastidì un po' ma fortunatamente non influì troppo sulla mia andatura e procedetti così fino a Modena, sempre con una velocità costante di circa 32/35 km/h. A Modena arrivai intorno alle 11 del mattino e da lì come immaginavo iniziò il forte caldo. Il week-end, a detta dei meteorologi, più caldo dal 2003. Continuai a pedalare ancora molto bene fino a Bologna e quando entrai in città erano le 12/12:30. La crisi dovuta al caldo si fece sentire, c'erano 42 gradi e con l'aiuto dei ragazzi del team, soprattutto con l'aiuto di Davide cercammo di superarla con grandi quantità di acqua fredda in testa e ghiaccio sul collo e bevendo molto. Superato Bologna verso Imola la strada divenne davvero incandescente, ma sapevo di avere un buon tempo, e con questa motivazione tirai dritto fino a Savignano sul Rubicone, dove finiva la parte del mio percorso sulla Via Emilia, un altro obbiettivo era raggiunto!

Iniziai così l’ultima parte del mio tentativo di record: arrivare ai piedi di San Marino per poi scalare la lunga e impegnativa salita fino a Palazzo Begni, nel frattempo Settimio Guidi (secondo assoluto alla Race Across Italy 2015) mi aspettava per farmi un po' di compagnia negli ultimi 20 chilometri. Con lui e con in testa il fatto di essere quasi alla fine, la fatica non si fece quasi sentire. Affrontai celere (30/33 km/h di media) la strada per salire da Verucchio ai piedi di San Marino. Da lì iniziai la lunga salita, direzione San Marino. L'erta da quel versante è leggermente più corta rispetto al lato di Rimini, ma è molto più impegnativa con alcuni tratti che superano l’8% di pendenza. Ormai ero consapevole di aver battuto in modo considerevole il record precedente, affrontai la salita quasi non accorgendomene, arrivai a palazzo Begni a braccia alzate, come il vincitore di una tappa del Giro.

Ero giunto a Palazzo Begni alle ore 16:22, impiegando esattamente 22 ore e 22 minuti battendo così il vecchio record di ben 6 ore e 23 minuti. Fatte le foto di rito con i ragazzi del team, i giudici ed alcuni amici e parenti, arrivati apposta sul posto, conclusi il mio UMCA World Attempt Record Capital to Capital da Montecarlo a San Marino. Ora, avendo l'ufficializzazione del mio record da parte dei giudici UMCA posso dire di aver compiuto un’altra piccola ma grande impresa.