Tortour Mallorca - Il Racconto

Per me una delle vittorie più belle…

Il Tortour “originale” è una gara molto dura di Ultracycling che si svolge in Svizzera.
La stessa organizzazione da due anni organizza anche il Tortour di Maiorca (TTM) che è subito diventata una delle gare di Ultracycling più importanti a livello Europeo. Si tratta di ben 510 KM. con 6000 metri di dislivello, tutti sull’isola di Palma di Maiorca, con partenza da Son San Martì vicino ad Alcudia a nord dell’isola.
La scorsa stagione, al mio primo anno di ultracycling, la prima edizione del TTM fu la mia seconda gara in assoluto, ci andai dopo la vittoria della Race Across Italy, con lo spirito di fare solo un’ulteriore esperienza.

 


Partii con quella serenità giusta che ci vuole in questo tipo di gare, ma al contrario di tutti i pronostici portai a casa un’incredibile vittoria di categoria.
 Tornare quest’anno a Maiorca ha rappresentato per me un’ardua scelta, in quanto ho avuto una stagione davvero intensa (2 gare Ultracycling e un record UMCA), e poi perché tornare ad una gara vinta l’anno prima è sempre un po' rischioso, subentrano infatti aspettative molto alte. Nonostante tutto alla fine ho scelto di esserci e di rimettermi in gioco, sfidando forti avversari, me stesso e aspettative derivati dalla precedente vittoria. Si sa che bissare in una gara Ultracycling è materia assai difficile.
Sono partito per Palma qualche giorno prima della gara, approfittandone per passare un breve periodo di relax con la famiglia, abbinato a due uscite in bici di rifinitura.
 A differenza di tutte le gare che ho svolto fin ora, questa è stata l’unica dove non ho potuto fare una preparazione mirata, questo perché poco più di un mese prima avevo partecipato all’Ultracycling Dolomitica, gara di 620 Km. con 16000 metri di dislivello.
Una volta passati i giorni di recupero avevo solo il tempo di fare qualche uscita di mantenimento, le sensazioni che avevo nei giorni prima della gara erano molto strane, sapevo che la dolomitica mi aveva dato una gran forza nelle gambe ma nello stesso tempo sapevo di non aver recuperato proprio al 100%, ma questa cosa non mi preoccupava più di tanto.
Come al solito ho partecipato alla categoria “solo man con supporto”, come crew c’erano con me, l’oramai indispensabile Christian Terrazzano e Maurizio Peretti, entrambi mi hanno accompagnato in altre sfide.
 Arriva finalmente il giovedì 15, e come l’anno precedente è il giorno del prologo, prova su velodromo per decidere l’ordine di partenza del TTM. Memore della tecnica utilizzata nella scorsa edizione riesco a fare un’ottima prova, facendo il miglior tempo di categoria e il secondo assoluto. Era proprio quello che volevo a tutti costi (primo obbiettivo raggiunto), volevo partire la mattina dopo in gara per primo è così è stato.
 Partenza venerdì 16 alle ore 5:00 in punto!
Parto per primo di categoria e a 30 secondi di distacco partivano gli altri miei diretti avversari, dopo circa 40 km ancora nella prima Time Station (TS), tratto in pianura, ci ritroviamo in 5 atleti, tra cui la fortissima Isabelle Pulver (vincitrice della RAAM 2015) e Mario Bergmayr, entrambi atleti di categoria differente dalla mia…
Subito dietro di noi a pochi metri, il mio diretto avversario l’Italiano Emiliano Baravalle,persona stimabile e fortissimo triatleta.
In quel tratto di strada pianeggiante il ritmo sale vertiginosamente e per circa 20/25 Km la velocità si attesta intorno ai 38/40 Km/h, davvero alta se si considera il fatto che non facevamo scia (vietata da regolamento.
 Arriviamo così alla fine della prima TS, avendo operato una selezione non indifferente grazie al ritmo sostenuto. Vengo molto agevolato da ciò, in quanto Emiliano Baravalle, atleta della mia stessa categoria, accusa già un ritardo notevole.
Nella seconda TS iniziano le salite, mi ritrovo di nuovo con i 4 corridori, il ritmo è sempre molto alto, avendo un buon margine da Emiliano (secondo della mia categoria) a quel punto per non rischiare di affaticarmi troppo decido di calare un po' l’andatura, perdendo un po' di terreno dai 4 compagni di avventura. Ma il mio obbiettivo è quello di vincere la mia categoria.
Così inizia una lunga fuga “solitaria”, dopo altre 3 TS tutte nella zona di montagna (posti estremamente suggestivi) dove abbiamo fatto più della metà del dislivello complessivo, il mio margine dal secondo e il terzo di categoria aumenta in modo decisamente importante.
Alla fine delle salite trovo una TS con tratto di strada pianeggiante, lì riesco a recuperare un po' di forze. Inizia poi la zona sulla costa est dell’isola la strada, caratterizzata da un susseguirsi di saliscendi, per me assai probante. Dopo questa parte del percorso arrivo finalmente all’ultima TS la numero 9, il distacco dai miei diretti avversari sale sempre di più, così posso affrontare il resto della strada (di nuovo tutta in salita) in modo tranquillo senza dover fare eccessiva fatica, nel frattempo giunge la sera, di nuovo il buio a farmi compagnia. Adoro pedalare in questa condizione.
Con Christian e Maurizio in ammiraglia a seguirmi fedelmente, arriviamo finalmente a Can Picafort, sede dell’arrivo! Finish line!
 Le emozioni salgono alla stelle, mi rendo subito conto di avere realizzato un’altra piccola duplice impresa: aver condotto la gara dal primo all’ultimo km, e poi la conferma delle conferme, aver vinto le prime due edizione del Tortour di Maiorca!!! il BIS!
Il giorno dopo era dedicato alle premiazioni, è stata un’altra fantastica giornata.
Ringrazio di tutto cuore come sempre la mia famiglia per la pazienza e per darmi la possibilità di fare quello che più mi piace, senza mai contrastarmi.
Ringrazio e devo molto ai ragazzi del team Christian e Maurizio, senza di loro non avrei potuto farcela.
Ringrazio il mio preparatore Massimo Bechis.
Ringrazio gli amici, a partire da Omar Di Felice (fortissimo ultracycler), sempre pronto a darmi mille consigli, Vittorio Garino per la compagnia durante gli allenamenti di casa, Davide Morgari per l’aiuto e il suo interessamento in quello che faccio.
 Ringrazio tutte le persone che mi seguono sui social, che mi danno sempre la forza per affrontare i momenti più difficili in gara, GRAZIE!
Concludo così la mia seconda stagione nel mondo dell’Ultracycling, non posso essere più fiero di così per i risultati ottenuti, per le bellissime esperienze e per le nuove amicizie.
 Adesso mi aspetta un buon periodo di riposo per poter ricaricare le pile al 100%, la stagione 2016 è alle porte e ci saranno tantissime novità su cui lavorare. see you soon……..
L’idea di tentare questo World Record è nata lo scorso anno in piena stagione 2014. Dopo la vittoria alla RAI (Race Across Italy), pensavo che la preparazione atletica che avevo seguito per quella competizione mi avrebbe permesso di provare a battere il record di Valerio Zamboni del 2014 nel Montecarlo/San Marino. Ma insieme al mio preparatore alla fine decidemmo di fare un’altra gara di ultracycling il “Tortour di Maiorca”. Così facemmo, e in Ottobre portai a casa un’altra grande vittoria, rimandando così l’idea del Record..